Che cosa è
Il Piano Strategico ad Atri. Cos’è?
Il Piano Strategico è un documento programmatico che disegna le tappe di sviluppo della città di Atri e del suo territorio da oggi ai prossimi 10, 15 anni ed è finalizzato a coinvolgere ed unire tutta la comunità locale nella riflessione sul proprio presente e sul proprio futuro.
Tale riflessione verrà poi incanalata nell’elaborazione di azioni e progetti in grado di intervenire sulla realtà e sulle condizioni di vita degli abitanti in una chiave condivisa e partecipata. Inoltre il Piano Strategico si pone come quadro di raccordo e di convergenza dell’insieme degli interventi e delle politiche sinora prodotte e di quelle che verranno in futuro sviluppate all’interno di tale sistema locale.
Qual’ è l’obiettivo principale? Quali le questioni da affrontare?
Attraverso l’interazione e il confronto aperto e ripetuto tra gli attori della città, il metodo della pianificazione strategica è uno strumento in grado di contribuire all’elaborazione di una visione condivisa del futuro del territorio. L’obiettivo principale è quindi quello di costruire collettivamente questo futuro ma anche di renderlo effettivamente praticabile e perseguibile.
Ascolto dei bisogni dei cittadini e soluzione dei problemi, promozione della società civile, partenariati pubblico-privato, individuazione e attivazione delle risorse territoriali, convergenza degli interessi, efficacia ed efficienza degli interventi e loro rispondenza ai problemi locali sono le linee guida del processo di pianificazione strategica. L’inclusione e la coesione sociale sono invece le grandi questioni da affrontare e a cui, per mezzo anche di questo strumento, contribuire a dare risposta.
Lo sfondo generale
La cornice generale è composta di 3 aspetti tra loro complementari:
1. un diverso modo di gestire il territorio, non più (come in passato) dall’alto e in maniera centralizzata, ma dal basso e per il tramite delle conoscenze, delle capacità e delle risorse dei cittadini e degli altri soggetti locali;
2. uno sviluppo sostenibile e radicato nelle specificità locali: la sostenibilità deve essere perseguita, come indicano tutti gli organismi internazionali e in particolare l’Unione Europea, a tutti i livelli (ambientale, sociale, economico, culturale, urbanistico, etc.);
inoltre non si può prescindere dalle caratteristiche dei luoghi e delle comunità che li abitano, poiché lo sviluppo non è tale se non risponde alle necessità, ai bisogni e ai problemi delle persone che vivono un determinato territorio;
3. l’apertura verso l’esterno: i paesi e le città vicine ma anche i contesti regionale e nazionale sino a quello globale; si rende oggi necessario connettersi alle reti extra-locali, intercettare investimenti e risorse, scambiare buone pratiche e aprirsi al cambiamento.