Il processo di pianificazione strategica avviato sul territorio del Comune di Atri ha portato nel corso di questi mesi ad alcuni significativi risultati:
- sono state prodotte le prime analisi interdisciplinari sui punti di forza e di debolezza del contesto locale;
- è stata costruita una prima piattaforma di connessioni istituzionali e sociali;
- si è strutturato – tramite il web e le nuove tecnologie collaborative – un canale aperto di comunicazione con i cittadini e i portatori di interesse;
- sono stati condotti diversi focus group tematici con l’intento di allargare lo spettro di conoscenze sui fenomeni territoriali e definire possibili linee/proposte progettuali sulle quali impegnarsi a lavorare.
Si è innescato quindi, nel complesso, un articolato dibattito pubblico attorno al futuro dell’area e ai modelli di sviluppo che dovranno caratterizzarla. Dibattito che di qui a breve troverà altri impulsi e occasioni di crescita attraverso una nuova fase di partecipazione allargata.
Dentro la terza fase: le parole al centro dell’indagine
“La parola non è trasparente, ma è una costruzione dialogica complessa”. Così recitano, in un importante saggio sull’uso dell’intervista nella ricerca sociale, i sociologi francesi Demazière e Dubar. Le parole, i discorsi delle persone – essi sostengono – non ci illuminano sulla realtà che ci circonda così come può fare una lampada nel buio di una notte senza luna. Le parole devono essere interpretate, lette in controluce e smontate e rimontate per riuscire a cogliervi una struttura di significato. E le parole, quando si cerca come gruppi o comunità di legarle alle relazioni, ai luoghi vissuti e alle pratiche quotidiane della convivenza locale, ci aiutano a fornire di noi stessi e dei nostri spazi una possibile e praticabile forma di rappresentazione.
Le interviste in profondità: la negoziazione dei significati
A partire dai risultati emersi dai focus group condotti prima della pausa estiva è stato progettato e avviato, nel corso della corrente fase del Piano Strategico Comunale, un piano di interviste in profondità mirante a raccogliere opinioni, punti di vista e proposte sulla realtà territoriale atriana e sulle sue future linee di sviluppo. I soggetti sociali sono qui intesi come testimoni privilegiati: persone che per il loro ruolo, le loro conoscenze e/o le loro esperienze dirette possono essere ritenute particolarmente rilevanti e centrali nelle dinamiche del territorio. In tal senso intercettarle e intervistarle costituisce un passaggio decisivo nell’analisi del contesto di Atri. Il requisito principale che tali soggetti devono avere – in quanto “testimoni privilegiati” o in altre parole “esperti” – è il possesso di un grado elevato di conoscenze e di competenze in merito alla dimensione locale. E questo sotto molteplici punti di vista: essi cioè possono rappresentare fonti di informazione di rilievo in riferimento ai più svariati ambiti di azione o aree tematiche (politica, istituzioni, economia, sociale, cultura, educazione, ambiente, sanità, agricoltura, turismo, urbanistica, etc…). Tali soggetti possono essere portavoce di interessi specifici o di categoria ma in ogni caso è bene che abbiano importanza – come fonti di sapere – su questioni di interesse generale (l’amministrazione e la gestione del territorio, la storia locale, taluni settori o assi di intervento che meglio di altri caratterizzano l’attuale situazione socio-economica del contesto comunale).
Per portare avanti questa parte del lavoro di ricerca si è optato a livello metodologico per l’intervista guidata. Con un basso grado di strutturazione (più che rispondere a precise domande del ricercatore l’intervistato è condotto a ragionare e ad esprimersi su determinati argomenti messi in gioco tramite un temario preparato prima dell’incontro), l’intervista guidata consente di porre al centro dell’analisi le categorie interpretative utilizzate dai soggetti nelle loro particolari narrazioni attorno ai luoghi e ai problemi della comunità in cui vivono.
L’intervista è vista in questa ottica come una relazione dialogica, un’apertura di senso nella quale due persone (un ricercatore interessato ad approfondire le sue conoscenze su determinati fenomeni e un attore sociale resosi disponibile a raccontare di sé e del suo sguardo sul territorio) co-costruiscono e negoziano significati, fornendo un loro contributo di conoscenza e di esperienza al cambiamento della realtà locale.